” Ciò che mi piace del vino è la capacità di regalare ogni volta emozioni nuove, il fatto che sia sempre diverso a seconda di dove si beve, con chi e con quale stato d’animo: è questa sua anima imponderabile che mi ha conquistato”

Siamo perfettamente d’accordo con Ntsiki Biyela la prima enologa nera del Sudafrica nel 2004. Si è laureata in enologia all’università di Stellenbosh, storica icona della cultura Afikaner, ha lavorato in molte cantine famose nelle Winelands e oggi Ntsiki lancia una sua impresa nell’industria vinicola Sudafricana, frantumando gli stereotipi sull’affinità del popolo nero sul vino, e dopo 13 anni nella scena del vino, crede che l’industria del vino ad alta intensità di capitale sia abbastanza grande anche per i nuovi arrivati come lei, anche se non sempre è stato facile, e forse non lo sarà mai. Lei ha un rapporto quasi sensuale con il vino, un legame fatto di passione e affinità, alla soglia dei 40 anni, ha creato la propria impresa ASLINA WINES che produce Chardonnay, Sauvignon Blanc ,Cabernet, e Umsasane un audace combinazione di Petit Verdot e Cabernet Franc. La rivista statunitense Forbes l’ha inserita nella classifica delle venti imprenditrici Africane di maggior successo, un giusto riconoscimento per una donna che ha dovuto lottare contro tanti pregiudizi e barriere culturali conquistando il rispetto e il prestigio in un settore quello Vitivinicolo controllato da una lunga tradizione di famiglie d’élite bianca e maschile.

Ntsiky nasce tra le colline, in un villaggio del Kwazulu Natal, dove non esistono vigneti e l’unica bevanda alcolica conosciuta è la birra che molto spesso viene prodotta in casa, ma chi lo avrebbe mai pensato che un giorno avrebbe passato le sue giornate tra cantine e vigneti. All’età di vent’anni questa piccola ragazza Zulu, dopo numerosi test di ammissione vince una borsa di studio per un corso di viticultura e enologia all’università di Stellenbosh, proprio dove i coloni Olandesi introdussero nei primi del seicento le viti.

UN ECCEZIONE NEL MONDO VINO

Il prodotto vino è fatto da numerosi fasi, e aspetti in primis dal raccolto dell’uva e dalla sua lavorazione e in Sudafrica spetta ai neri che lavorano spesso sottopagati, come braccianti nelle vigne e Ntsiky rappresenta una eccezione e anche una speranza per quella parte di popolazione che molto spesso gli viene dato solo il ruolo dietro le quinte. Gli inizi per per lei non sono stati affatto facili, essendo l’unica donna nera che studiava in un settore che spettava ad un altra parte della popolazione, sopratutto perchè le lezioni erano tenute in Afikaans, una lingua incomprensibile introdotta dai coloni Olandesi, ma lei non si è mai persa d’animo studiando e lavorando sodo partendo da un amore grande per il vino nato da subito imparando a conoscere le eccellenze delle winelands. Di importanza fondamentale è stato il lavoro nelle cantine, che svolgeva per pagarsi gli studi, svolgendo come attività la degustazione e la comparazione grazie ai quali ha affinato il palato, ma anche il suo talento ha svolto un ruolo cruciale nella sua ascesa. Infatti terminati gli studi viene ingaggiata dalla cantina Stellekaya dove crea ottimi rossi per i quali riceve molti riconoscimenti e nel 2009 vince il premio come ” Enologa dell’anno ” e il premio Michelangelo per la sua miscela rossa inaugurale. Non solo Sudafrica ma anche Toscana e la zona vinicola di Brodeaux tra le regioni dove affina e impara.

ASLINA WINES

Di recente il lancio della sua etichetta, Aslina Wines un nome scelto in onore della sua nonna materna la quale ha influenzato molto la sua vita, mentre l’etichetta raffigura una zucca africana contenente dell’uva in onore del suo villaggio Zulu. Per apprezzare i suoi vini, si deve comprendere il suo grande amore vero le miscele rosse, in particolare Bordeaux. Ma la sua passione è grande e la spinge a collaborare con un importatore di vino etico come Mika Bulmash’s di Wine for the word e l’enologo di Nappa Valley Helen Keplinger in un progetto di blend rosso chiamato ” SUO ” che in latino significa unire. Wine for the word mette in vetrina i talenti emergenti di tutto il mondo e promuove lo scambio culturale di piccoli progetti vinicoli e artigianali come Suo.

Penso che lei rappresenti un vivido esempio dell industria emergente nel mondo vitivinicolo in Sudafrica a cavallo tra culture e stili. Lei è entrata in un mondo dove la lingua parlata non era di sua conoscenza, senza nemmeno aver assaggiato mai un bicchiere di vino, eccellendo in entrambi i casi, portando il suo patrimonio natio e approcciandolo alla vinificazione. Ma in che modo? lavorando duramente, con tanta dedizione, perseveranza, e ambizione data anche dalla sua famiglia di origine in particolare dalla nonna, che l’ha portata alla creazione di una sua etichetta.

Aslina Wines è la realizzazione di un sogno, il risultato concreto della sua ambizione a creare vini di qualità, proseguendo in un viaggio di ispirazione che l’ha portata a produrre quattro vini sotto il suo marchio: Sauvignon Blanc , Cabernet Sauvignon , Chardonnay e una miscela particolare Umsasane. Ntsiky ha una profonda convinzione che la vinificazione sia un espressione e un atto d’amore, e che essa dovrebbe rispettare i doni e le ricchezze della natura e che essi dovrebbero essere degustati e migliorati con la minima interferenza e lei si assicura che i suoi vini siano prodotti per riflettere l’offerta della natura, e che l’intervento della mano dell’uomo sia minimo per fare emergere la sua innata bellezza in questo modo Il viaggio di ogni vino dalla vigna al vetro racconta la sua storia unica “

I sogni appartengono a coloro che hanno il coraggio e la dedizione, spinti da una passione irrefrenabile che alla fine riescono a realizzarli, e Ntsiky ne è un esempio, in un mondo che appartiene solo ad una fetta di popolazione, prettamente maschile. Grazie per avermi fatto comprendere quanto una passione profonda possa far oltrepassare tante barriere, anche quelle culturali, dimostrando che ciò che conta non è il colore ma i valori di qui siamo fatti.

 

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