Una schiava libera che diventò un abile donna d’affari, e che la storia della sua famiglia dopo con i suoi figli si intreccia a quella di Costantia e i suoi amati vini.

Zwarte Maria Evert nasce in schiavitù nel 1663, i suoi genitori furono portati al Capo come schiavi nel 1658 dal Benin. Nel loro paese d’origine c’era un leggendario reggimento femminile noto come ” Amazon Warriors Of Dahomey “ , un eredità che Maria incarnò quando passò dalla servitù, ad una contadina sino ad un importante donna d’affari, la prima ” FREE BLACK BURGHERS “.

Nell’arco della sua vita si dovette scontrare con una società coloniale dominata da uomini Europei, ma morì come una donna ricca e molto rispettata. Fu la prima Free Black che ricevette dalla VOC (la compagnia olandese delle Indie) l’atto di proprietà di una fattoria, che molto tempo dopo divenne nota come CAMPS BAY.

I genitori Evert e Anna, arrivarono al Capo di Buona Speranza nel maggio del 1658 come parte di un gruppo di circa 200 schiavi che furono acquistati da James Van Riebeek l’allora governatore del Capo. Anna successivamente venne venduta, anche con la stessa figlia Zwarte Maria Evert nel 1671 : Una libertà comprata da Evert Van Guinea, un uomo che ai nostri tempi potrebbe essere definito come ” venduto”.

Pensate che ad Evert fu concessa la libertà dal suo padrone Van Riebeek, perchè le sue informazioni aiutarono a controllare gli altri schiavi che tentavano di fuggire, sfruttando ogni opportunità possibile; grazie alle sue informazioni recuperano alcuni fuggitivi, lui diventò un sorvegliante. Evert è noto alla storia come il primo schiavo maschio nero liberato dal suo padrone .

A quel tempo gli schiavi neri liberati avevano gli stessi diritti di qualsiasi cittadino libero.

A Evert venne concesso un ottimo appezzamento, in posizione privilegiata, proprio al centro di Città del Capo, dove coltivava frutta e verdura, che successivamente lo estese e poco più tardi si trasferì a Stellenbosch dove fu il primo pioniere degli agricoltori neri liberi. Evert morì nel 1688 mentre Anna nel 1684.

Zwarte Maria così chiamata per la sua carnagione nera e profonda, nacque schiava, la sua libertà assieme a quella della madre furono comprate da Evert, all’età di 13 anni venne battezzata. .Nell’arco della sua vita da schiava fu venduta assieme a sua madre tre volte, prima che lei avesse 8 anni.

Nonostante la sua giovane età , Zwarte Maria sapeva già cosa significava lavorare duramente, prima da schiava, poi da contadina, quando lavorava nell’orto di Evert.. Da lui infatti imparò il mestiere della contadina, a coltivare il grano, una caratteristica che richiedeva la VOC, la sua abile imprenditorialità è nata dall’impegno che Maria metteva nel vendere i prodotti dell’orto , Evert le ha anche insegnato come fare affari, acquistare e vendere terreni per trarne profitto, in questo modo divenne molto astuta e iniziò ad investire in terreni. Imparò qualcosa anche nel campo della viticoltura.

La famiglia dalla quale Maria proveniva era nota per essere sempre nei guai con la legge, e si impegnò molto per mettere una certa distanza dal vissuto della famiglia, e dalle radici profonde della schiavitù, che la spinsero a volere di più per se stessa, diventando una formidabile donna d’affari.

Maria era una persona coinvolgente, diplomatica, accattivante, e come molte donne nate in schiavitù , cercava buone opportunità che utilizzava per metter una centra distanza tra se e la sua precedente vita da schiava. A 16 anni si è sposata con un altro Free Black, uno schiavo Angolano, in chiesa, la prima volta che al Capo veniva concesso un matrimonio tra due Africani. La sua vita amorosa fù molto tumultuosa, e il suo matrimonio non durò moltissimo, fu accusata dal merito di averlo quasi ucciso avvelenandolo, fu condannata per aver ospitato uno schiavo fuggitivo. Ma proprio cercando di allontanarsi da queste terribili circostanze , che Maria cambiò le sue fortune nei successivi 33 anni.

A cavallo tra il XVII e XVIII secolo, divenne proprietaria di diverse fattorie a Città del Capo, e lungo la costa, un successo monumentale per lei, vista la sua storia. Coltivò campi, allevò bestiame e poco prima della sua prematura scomparsa , ricevette dalla VOC il primo atto di proprietà di una fattoria, in un appezzamento di terra che in seguito venne famosa come Camps Bay. Lo ricevette a pieno titolo con il nome di Swarte Maria.

Maria morì di vaiolo nel 1713, e al momento della sua morte era una dei proprietari terrieri più ricchi del Capo, qualche giorno dopo anche uno dei figli Jacobus, lasciando un patrimonio considerevole agli altri fratelli.

LA FAMIGLIA COLIJN E COSTANTIA

Ma in un certo senso la sua intraprendenza non morì con lei; la vita di due dei suoi due figli si intreccia con una storia antica quella del vino e di COSTANTIA, ma per racconta dobbiamo partire dal principio.

HOP ON COSTANTIA

Hoop Op Costantia, faceva parte originariamente della tenuta di Simon Van Der Stel, alla sua morte nel 1712 venne suddivisa in tre parti e messa all’asta: Groot Costantia, Klein Costantia, e Bergleviet. Le proprietà furono al centro di varie vendite, finché nel 1716, Jurgen Coetzee acquistò Klein Costantia, che successivamente venne nota con il nome appunto di Hop On Costantia. Il giovane Johannes Colijn , era un enologo di talento, impiegato di Jurgen per supervisionare la produzione di vino, prese poi il posto dell’amico Simon Estelle anche nella produzione.Nel 1718 , acquistò la piccola suddivisione , attraverso il matrimonio con la vedova Coetzee, che purtroppo morì due anni dopo lasciando la fattoria a Colijn , un uomo anche di una certa sostanza, avendo ereditato schiavi, bestiame e proprietà. Fu così che il coinvolgimento della famiglia Colijn iniziò.

Johannes Colijn

Hoop Op Costantia, grazie a Colijn e alla sua seconda moglie Johanna Appel, nei successivi 50 anni prosperò diventando una vera e propria fattoria. Piantarono estesi vigneti, e molto probabilmente la casa, oltre a produrre i famosi vini di Costantia, che portò sulla mappa internazionale; nel 1726 trattò la sua prima spedizione, di vini, e raggiunse un accordo formale con la VOC per fornirla annualmente di determinate quantità di vino. Vino talmente apprezzato, che fu anche in grado di negoziare un aumento di prezzo sempre con la VOC. Colijn oltre a gestire i suoi vigneti, si occupava anche di quelli dei vicini di Groot Costantia quando erano assenti i proprietari. Le due tenute erano separate da una siepe. Ottenne inoltre una prestito, aggiunto ai suoi soldi per acquistare anni dopo Groot Costantia per la sorella Johanna, allora sposata con un ex soldato Tedesco.

Colijn nella sua cantina a Hop On Costantia assieme ai suoi discendenti produceva anche il vino più iconico e rappresentativo del Sudafrica, ovvero il Grand Constance, che fu realizzato da Simon Van Der Stel alla fine del 1600, con i vicini la famiglia Cloete proprietaria di Groot Costantia.

Nel 1742 Colijn morì, la fattoria fù rilevata dal figlio Lambertus Johannes, sposato con una donna intraprendente Eleonora Maria Coetzer, insieme vissero per 40 anni nella fattoria, apportando varie modifiche. Lambertus morì prima della moglie Eleonora, la fattoria secondo il testamento venne lasciata al figlio Nicholaas, che non dimostrava la stessa intraprendenza del padre e del nonno.

I diari di Lambertus Colijn

IL RUOLO DELLE DIVERSE GENERAZIONI DELLA FAMIGLIA COLIJN

I Colijn continuarono ad essere i proprietari della tenuta Hoop Op Costantia, e quindi coinvolti nella storia di Costantia e dei suoi vini, sino alla metà del XVIII secolo, quando la tenuta andò in rovina per una serie di motivi, tra cui la fine della tratta degli schiavi, poca manodopera, la fine dei dazi preferenziali Britannici sui vini del Capo. Sia Colijn che Lambertus poi tenevano dei diari nei quali registravano minuziosamente ciò che accadeva in vigna e in cantina, e furono di inestimabile valore nella ricreazione negli anni ’80 del Vin De Constance. Il contributo della famiglia Colijn alla produzione del vin De Constance è stato particolarmente significativo.

Negli anni ’70 Hoop OpCostantia fù nuovamente inglobata alla tenuta di Groot Costantia, l’edificio esiste ancora oggi, non più funzionante, la cantina invece viene utilizzata come magazzino. La posizione della tenuta è ancora visibile nei pressi di Groot Costantia, nei terreni vi è anche la lapide appartenente al figlio Lambertus e alla moglie Maria.

Purtroppo Colijn e la sua discendenza non sono mai stati menzionati nella storia di Costantia, se non di recente. Producevano per l’epoca ottimi vini, compreso il Vin De Constance, negare il suo legittimo posto nei libri di storia, equivale. a cancellare anni di storia vinicola, un patrimonio inestimabile. Il fatto di non essere molto presente, molto probabilmente riconducibile al colore della sua pelle, e alle origini della madre, Maria ex schiava, specie durante il periodo dell’ Apartheid non c’è traccia di questa famiglia.

La ricerca di notizie riguardanti la famiglia Colijn non sono state semplici da reperire in quanto le traduzioni fatte anni che furono, dei documenti ritrovati erano spesso inesatte. L’attuale Klein Costantia non si trova precisamente dove era Hoop Op Costantia ma a pochi distanza, un tempo vennero fatte molte suddivisioni dei terreni.

La storia di Zwarte Maria, è una storia prima di ingiustizia, di lotta, e poi di riscatto. Un riscatto che nasce dalle avversità, e dalla necessità di sopravvivere, avvenuto anche poi con il figlio Colijn, che anche grazie al suo contributo ì il Vin De Constance è sopravvissuto nel tempo.

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